Montorsaio
Storia e Dominazioni di un Borgo Medievale Toscano
Il borgo di Montorsaio sorse in epoca medievale e fu governato nel corso dei secoli da diverse famiglie nobili. La prima attestazione documentata risale al 1178, quando il notaio Damiano autenticò un impegno del Visconte Ugolino Scolarii verso alcuni rappresentanti di Siena per lo sfruttamento di una miniera metallifera. In questo documento, il visconte cedeva una parte dei diritti di estrazione di argento, piombo e altri metalli nel distretto di Montorsaio: “ego Ugolinus Scolarii vicecomes do […] tertiam partem mee partis vene argenti et plumbi et auri et cuiusque metalli, que […] et curte et districtu de Montorsaio […]”. Questo riferimento rappresenta la prima menzione conosciuta di Montorsaio e indica che il centro abitato era già organizzato come un castello.
Nel XII secolo, una bolla pontificia emessa da papa Clemente III attesta l’esistenza di due cappelle a Montorsaio, una dedicata a San Cerbone e l’altra a San Michele, entrambe sotto la giurisdizione del vescovo di Grosseto.
A metà del XIII secolo, Montorsaio passò sotto il controllo di Siena, un dominio che perdurò, con alterne vicende, fino al tardo XIV secolo. Il dominio senese si concluse nel 1555, quando la caduta definitiva della Repubblica di Siena portò Montorsaio a far parte del Granducato di Toscana. Sotto il governo mediceo, Montorsaio fu integrato nella cancelleria di Campagnatico, riflettendo la politica accentratrice e uniformatrice dei Medici.
Nel XVIII secolo, con la fine della dinastia medicea, Montorsaio passò agli Asburgo-Lorena, venendo inizialmente annesso alla podesteria di Grosseto. Successivamente, nel 1783, fu aggregato alla comunità istituita unendo Campagnatico, Paganico e i loro comuni minori.
Con l’Unità d’Italia nel 1871, Montorsaio divenne ufficialmente una frazione del comune di Campagnatico, pur mantenendo la sua identità storica e culturale fino ai giorni nostri.
