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Tesori Archeologici e Misteri Preistorici tra Murali e Siti Paleolitici

Montorsaio e il suo territorio sono profondamente legati alla storia e alla preistoria, e quindi anche all’archeologia. Purtroppo, tutte le aree in cui sono stati scoperti siti di interesse storico e manufatti non sono attualmente visitabili e aperte al pubblico, ma rimangono oggetto di studio. È comunque affascinante pensare che, in futuro, queste aree possano essere rese fruibili a un più vasto pubblico di appassionati e curiosi.

I primi approcci odierni con la preistoria nel nostro territorio risalgono al 1997, con una prima escursione mirata alla grotta e miniera denominata “Buca dei Pipistrelli”. Successive esplorazioni si sono svolte negli anni 2003, 2013, 2014, e 2015. Durante questi scavi sono stati ritrovati reperti risalenti a 2.500/3.000 anni a.C., tra cui resti faunistici e pochi strumenti litici musteriani (paleolitico medio). Inoltre, è stata rinvenuta una calotta cranica di spessore anomalo, inizialmente attribuita a un Uomo di Neanderthal, ma successivi esami hanno confermato che si trattava di un uomo sapiens affetto da iperostosi. Altri scavi hanno portato alla luce un vaso lenticolare attribuibile alla cultura di Rinaldone. La grotta resta comunque quasi inesplorata, e chissà quali sorprese potrebbe ancora riservarci in futuro.

Nel 1999 si svolse un’escursione a Monte Leoni per verificare i cosiddetti “Murali”: mura preistoriche alte tre metri che rappresentano un mistero lungo migliaia di anni. Su queste imponenti strutture megalitiche non si trovano dati storici sufficienti per attribuire una datazione precisa. Nel 2010, con l’autorizzazione dello SBAT e la partecipazione dei dottori Cavanna, Lombardi, e Castelli, iniziò una mappatura GPS di queste antiche muraglie dalle dimensioni ciclopiche. Sono stati mappati e fotografati oltre 4 chilometri di muraglie, e i rilievi sono proseguiti negli anni 2018, 2019, 2020, e 2021. I “Murali” di Monte Leoni avevano già attirato l’attenzione intorno alla metà del 1800 da parte dei proprietari dell’area, il Marchese Salviati e il Conte Bossi, che avevano invitato famosi studiosi come R. Popplewell Pullan, C. Heath Wilson, e M. M. Heaton a visitarli. I loro studi portarono alla pubblicazione di articoli su varie riviste e alla visita di un giornalista del Times, W. J. Stillman, che realizzò una mappa approssimativa dei Murali. Queste scoperte furono proposte alla rivista dell’Archaeological Institute of America, che dedicò ben 9 pagine all’argomento, rendendo l’area famosa all’estero. Tuttavia, in Italia l’interesse scemò rapidamente, e dopo un rapido sopralluogo da parte di uno studioso del Ministero, i Murali furono dimenticati fino ai recenti interessamenti.

Nel nostro territorio si trova anche l’“Aia del Castellare”, un sito preistorico datato al primo paleolitico medio, circa 170.000 anni fa, situato fra il Paleolitico Inferiore e il Medio. Scoperto negli anni ’60 durante i lavori per l’acquedotto del Fiora dai componenti della Società Naturalistica Speleologica Maremmana, il sito ha restituito numerosi strumenti litici in diaspro e resti ossei, ora conservati presso il Museo di Storia Naturale di Grosseto. Solo negli anni ’90 i reperti furono esaminati superficialmente dalla Soprintendenza. Nel 2000, durante l’allestimento del nuovo museo, i reperti vennero catalogati e analizzati più approfonditamente. Dr. Luca Bachechi dell’Università di Firenze avviò le campagne di scavo che confermarono la presenza di numerosi bifacciali, anche in cristallo di rocca, e resti fossili di grandi mammiferi come cavallo, orso, uro, e rinoceronte. Il sito era ubicato in un grande riparo carsico, di cui è stata rinvenuta parte della pavimentazione concrezionata con numerose stalagmiti. La volta è probabilmente franata nella valle sottostante e ha collassato sopra il deposito archeologico, preservandolo fino ad oggi. Anche il sito dell’Aia del Castellare rimane quasi completamente da scoprire.

Tutte queste scoperte, passate, presenti e future, devono molto alla Società Naturalistica Speleologica Maremmana. Per ulteriori informazioni, i loro contatti sono: